Come preparare il cane alla visita veterinaria

Come preparare il cane alla visita veterinaria

Come preparare il cane alla visita veterinaria

Andare dal veterinario per i nostri animali è un po' come per noi andare dal dentista: mette sempre un po' di preoccupazione. Come possiamo aiutare il nostro cane a vivere più serenamente questo momento?

Se abbiamo un cucciolo, ricordiamoci prima di tutto di preparalo al viaggio: abituiamolo gradualmente alla macchina ed evitiamo che la sua prima esperienza in auto corrisponda
esattamente al momento della prima visita. Possiamo guidare fino all'ambulatorio veterinario, far scendere il cucciolo, farlo giocare un po' e riportarlo quindi a casa. La volta successiva possiamo arrivare fino all'ingresso e in accordo con il veterinario possiamo anche entrare in sala d'aspetto, per poi uscire e tornare a casa.

È poi consigliabile che la prima visita sia solo conoscitiva, in modo da poter presentare gradualmente al cane il personale e l'ambiente con i suoi suoni e odori che verranno così ricordati
positivamente: di seguito vi illustreremo come fare.

Per viaggiare in sicurezza, la scelta ideale è il kennel, ma anche in questo caso ricordiamoci che il nostro cane dovrà imparare con calma ad utilizzarlo e non dovrà mai essere forzato ad entrarci. Se la taglia del cane o le dimensioni della macchina non consentono l'uso del trasportino, possiamo attrezzarci sistemando una griglia divisoria che separi il vano in cui viene posizionato l’animale dal posto di guida, come disposto anche dal Codice della Strada.

Altri consigli per abituare il cane alla macchina e al kennel

Lasciamolo aperto in casa per almeno un paio di settimane (per alcuni cani ci vorrà più tempo), in modo che sia sempre a disposizione del cane: mettiamo l'oggetto in zone tranquille e sistemiamo all'interno qualche premietto, la ciotola del cibo o ancora i giochi preferiti del nostro animale. Piano piano, quando avrà preso confidenza con il kennel aperto, possiamo cominciare a socchiudere lo sportello fino ad arrivare, gradualmente, a chiuderlo per pochi minuti.

Se il cane non ha mai viaggiato in auto, la parola d'ordine è gradualità: facciamogli conoscere la macchina senza accendere il motore, solo quando è tranquillo mettiamo in moto, spegniamo subito dopo e lasciamo l'auto. Le esperienze successive vedranno anche un piccolo movimento della macchina: se il cane è tranquillo facciamo il giro del quartiere e concludiamolo con un bel gioco. Se ci accorgiamo che il nostro cane “soffre la macchina” e ha nausea e vomito, il veterinario potrà suggerirci la soluzione più adatta per migliorare o diminuire questo problema.

Una volta abituato il cane al viaggio, fissiamo l'appuntamento dal veterinario per una prima visita conoscitiva.

L'ingresso e la sala d'attesa dal veterinario

Arrivati in ambulatorio verifichiamo che la sala d'attesa non sia troppo affollata, qualora lo fosse è meglio segnalare alla reception la nostra presenza e attendere all'esterno il proprio turno, oppure aspettare che qualche paziente lasci la sala.

Se invece c'è spazio per attendere all'interno, ricordiamo di tenere il cane vicino a noi, al guinzaglio, e non farlo avvicinare precipitosamente agli altri cani già presenti.
In generale, le sale d'aspetto non sono il luogo più adatto per la socializzazione, ed è bene evitare che i cani entrino troppo a contatto tra loro perchè potrebbero innervosirsi ulteriormente.

Potete portare con voi qualche premietto e utilizzarlo per confermare al cane che va tutto bene e che può stare tranquillo perchè ci siamo noi. Se l'attesa fosse lunga, spezziamola con una breve passeggiata all'esterno per poi tornare al nostro posto.

Non serve sgridare il cane se è agitato, non lo aiuteremo a calmarsi e anzi aumenteremo la sua preoccupazione e lo convinceremo che questa è un'esperienza da non ripetere. Se il cane ha paura, stiamogli vicino, usiamo un tono di voce calmo e tranquillo, facciamo in modo che gli altri cani non si avvicinino a lui e ricordiamoci che confortare e stare vicino a un cane che ha
paura NON rinforza la paura: le emozioni non si rinforzano, nè si può modificare un'emozione con un comando (dire “seduto” a un cane spaventato non gli farà passare la paura e non lo aiuterà a rilassarsi!)

L'incontro con il veterinario

Quando arriva il nostro turno, invitiamo con tranquillità il nostro cane a seguirci in ambulatorio, senza forzarlo. Se è la prima volta che il cane incontra il veterinario, facciamo in modo che questo incontro sia solo conoscitivo per dare la possibilità al cane di abituarsi al tavolo ambulatoriale, a strumenti come la bilancia o lo stetoscopio e alla presenza di un estraneo che si muove intorno a lui. Se il cane è calmo, il veterinario proverà ad interagire con piccole manipolazioni per abituare il cane ad essere toccato da uno sconosciuto.

Se il cane è già abituato al veterinario, durante la visita confermiamogli più volte che si sta comportando bene. Se abbiamo un cane che si stressa facilmente o che va in ansia, potremmo portare con noi qualcosa che normalmente lo rilassa, come un gioco, una treccia da mordere o qualche premietto gustoso.

All'uscita, dirigiamoci con calma alla porta continuando ad avere un atteggiamento positivo, proponendo al cane qualcosa che gli piaccia molto come un gioco o una bella passeggiata che possa far scivolare via lo stress.

E' importante abituare il cane alla museruola: anche il cane più docile, se manipolato in una zona dolente potrebbe reagire con un morso. E noi ci teniamo alle mani dei nostri veterinari!

Anche in questo caso, la gradualità ci permetterà di abituare il cane ad indossare serenamente la museruola in modo che possa accettarla quando fosse necessario mettergliela. A seconda della conformazione del muso, esistono diversi tipi di museruola ed è possibile scegliere quella più adatta parlandone con il veterinario o l'educatore.

Se il cane è particolarmente agitato e le visite veterinarie sono un po' troppo complicate, è consigliabile chiedere il supporto di un educatore cinofilo che potrà aiutare a gestire meglio questo momento ed eventualmente richiedere una visita specialistica con un veterinario comportamentalista.

Per la scrittura di questo articolo ringraziamo Manuela Pintore, educatrice cinofila